Posts de Darth Maül

    I com sabeu, no és la primera vegada que passa, a Italia, tenim el mateix problema... Com va el vostre Italià??...

    Terremoto, il ministero dell’Ambiente dice no al deposito di gas Rivara
    Si chiude la vicenda del sito di stoccaggio in provincia di Ferrara. Dopo anni di battaglie, i comuni dell'area terremotata possono tirare un sospiro di sollievo. Il titolare del dicastero all'Ambiente, Andrea Orlando ha pronunciato il "no" definitivo sul progetto

    Il deposito di stoccaggio gas di Rivara “è un capitolo chiuso”. Ci sono voluti anni di battaglie, una petizione da cinquantamila firme stretta in pugno e la mobilitazione di tutte le istituzioni locali, dai Comuni alla Regione, per porre la parola ‘fine’ al progetto che prevedeva di costruire un maxi impianto sotterraneo di oltre 120 chilometri quadrati per ospitare 3,7 miliardi di metri cubi di gas in acquifero tra i comuni di San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Medolla, Mirandola e Camposanto. Tutti terremotati. Tutti da ricostruire dopo i fenomeni sismici del maggio 2012. Ma cambiato il governo e cambiato il ministro, lo ‘stop’ tanto atteso è arrivato: il titolare del dicastero dell’Ambiente, Andrea Orlando è giunto la dove il predecessore Corrado Clini aveva ‘tentennato’, chiudendo definitivamente anche sui procedimenti secondari ancora aperti relativi al progetto del deposito di gas a Rivara. E concedendo un sospiro di sollievo agli abitanti del territorio.

    La battaglia è cominciata nel 2005, quando il governo guidato da Silvio Berlusconi si espresse favorevolmente sull’idoneità tecnica del progetto presentato nel 2002. Poi nel 2006 Independent Gas Management s.r.l, società da cui nel 2008 è nata appositamente la Ers, del gruppo inglese Independent Resources, ottenne il lasciapassare del successore Romano Prodi. Il tema divenne ancora più sensibile dopo il sisma, quandi i cittadini si costituirono in comitati di protesta. Al loro fianco le istituzioni, i Comuni del ‘cratere’, tutti contrari alla costruzione del deposito, pronti a stabilire un ordine del giorno congiunto per chiedere che il ministero chiudesse definitivamente la faccenda. Il sindaco di Camposanto Antonella Baldini, alla vigilia delle elezioni, poche settimane fa, disse: “Se non dovessi essere riconfermata parlerò col mio successore. Il ministro deve dare una risposta ufficiale”. Perché quella risposta era ciò che mancava a sigillare la travagliata vicenda.

    L’intento era cancellare un’ombra in una terra piegata dai terremoti di maggio 2012, che in pochi secondi provocarono 45.000 sfollati, 28 vittime e 13 miliardi di danni in un’area di 59 comuni. La Regione Emilia Romagna, in realtà, ci aveva provato anche prima che le scosse squartassero aziende, case e scuole. Ci aveva provato il 23 aprile 2012, quando la giunta, con la delibera 512 intitolata “diniego all’intesa Stato-Regioni ai sensi del comma 7 art. 3 del Decreto Ministero Sviluppo Economico 21-01-2011”, impugnata dalla Erg Rivara Storage, proponente del progetto, in un ricorso al Tar , si oppose all’avviamento del programma preliminare di ricerca scientifica.

    Ma solo il terremoto fece cambiare idea al governo, che qualche mese prima, a febbraio, aveva dato il via libera alle operazioni di accertamento. Il 23 maggio, quindi 3 giorni dopo la prima scossa, il ministro Clini temporeggiò su quella decisione, invitando a una “maggiore prudenza” e a “ulteriori aggiornamenti”, salvo poi prendere una posizione più netta quando il ‘no’ della Regione fu recepito chiaramente dall’allora titolare del dicastero allo Sviluppo Economico, Corrado Passera, che rigettando la richiesta di autorizzazione ad effettuare ricerche finalizzate alla verifica della fattibilità dello stoccaggio di gas naturale a Rivara, dichiarò “chiusa” la “partita”. Nonostante la commissione Via, intestina al dicastero all’Ambiente, a sorpresa si fosse espressa favorevolmente. La firma fu negata e Erg, prima, e Independent Resources, subito dopo, decisero di fare un passo indietro, e abbandonare il campo.

    Mancava solo quell’ultimo passaggio, quindi, che “il ministero dell’Ambiente, che già si era detto contrario al deposito, prendesse a sua volta una posizione ufficiale”. Un appello che il commissario alla ricostruzione Vasco Errani aveva ribadito anche il 30 maggio scorso, quando il presidente del consiglio Enrico Letta si recò in visita a Mirandola per commemorare le vittime del terremoto: “Tutte le istituzioni unite hanno detto ‘no’ al progetto del deposito gas a Rivara – aveva sottolineato Errani – la pratica ora deve essere chiusa definitivamente”. Il “rischio sismico”, aveva dichiarato a più riprese anche Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale alle Attività produttive, “non è sottovalutabile”, così come non è “quantificabile il pericolo insito nelle operazioni di immissione e estrazione del gas”. “Come già ampiamente comprovato da studi, le trivellazioni necessarie sono altamente pericolose in una zona sismica come quella del modenese – spiega lʼassessore – e non cʼè alcuna ragione per stoccare in acquifero visto che ci sono almeno cinque depositi di gas esauriti e in via di esaurimento che si adattano benissimo allo scopo”. LʼEmilia Romagna, con i suoi 21 siti, contribuisce infatti a fare da serbatoio al resto dello stivale per circa il 30% di tutto il gas stoccato in Italia.

    E grazie al passaggio di testimone avvenuto con le elezioni di febbraio, ora quello ‘stop’ è arrivato. Orlando ha dichiarato che il procedimento di Via, che era ancora pendente in quanto “endoprocedimento”, è da considerarsi ormai definitivamente decaduto, o meglio, “caducato”. E “finalmente la partita è chiusa”, commenta la deputata Pd Manuela Ghizzoni, “E’ un bene che a quella stessa domanda, già da me presentata in autunno, il nuovo esecutivo abbia dato una risposta di segno opposto”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/07/ter…-rivara/619770/

    Us deixo l'article senser...

    Un seísmo récord en el delta del Ebro dispara el temor en la zona

    La inyección de gas en el subsuelo marino frente al delta del Ebro causó el martes 1 de octubre un terremoto de magnitud 4,2, el mayor que ha habido en la zona desde que los seísmos empezaron a principios de septiembre (aún más, el de mayor intensidad en la zona desde que hay registros). Un temblor de 4,2, sin ser peligroso para las infraestructuras, ya se siente por la población, y el hecho de que fuera precedido por otros de 3,9, 3,6 y 3,2 en los días anteriores llevó a la Comunidad Valenciana a decretar el Plan de Riesgo Sísmico, en fase de seguimiento, en los municipios castellonenses de Peñíscola, Vinaròs y Benicarló, con cuyos alcaldes se reúne el miercoles 2. En la otra comunidad afectada, Cataluña, la Generalitat exigió la paralización total de actividad del proyecto Castor, y cuestionó que, como ordenó el Ministerio de Industria el 26 de septiembre, la empresa Escal UGS haya detenido efectivamente el proyecto. En España hay otros tres almacenes de este tipo, según Enagás: uno, también submarino, frente a Bermeo; otro dos entre Jaca y Sabiñánigo y, el tercero, en Brihuega. No hay constancia de problemas asociados.

    El ministro de Industria, José Manuel Soria, aseguró que tiene “la constancia” de que el almacenamiento subterráneo cuenta con todos los estudios necesarios. Aun así, ha anunciado el envío de técnicos a la zona, que llegarán hoy. La empresa dijo lo mismo, y recalcó que se hicieron todos los estudios previos antes de construir el complejo, también los de las fallas en colaboración con el Instituto Geológico.

    Básicamente, el trabajo consiste en aprovechar un antiguo yacimiento de petróleo para almacenar gas. Este llega hasta la planta terrestre del almacén desde un gaseoducto de Enagás, que es el gestor técnico del sistema. Una vez allí, Escal UGS lo ingresa en el gaseoducto marino, que desemboca en el almacén marino. No se trata de llenar una especie de cueva subterránea, sino de inyectar el fluido en la roca porosa que antaño albergó el hidrocarburo, como se empapa una esponja, explica Ángel Cámara, decano del Colegio de Ingenieros de Minas.


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    El problema puede aparecer después, informa Emilio de Benito. “Al extraer el petróleo, la presión en la roca, que es parcialmente flexible, disminuye, y esta se contrae. Luego, al inyectar el gas, tiene que volver a expandirse, y es ahí donde hay riesgo de que se produzcan microfracturas”, añade Cámara. Esto se produce siempre que hay inyección de gas u otros fluidos, como cuando se usa el subsuelo para absorber CO2.

    El delegado de la Generalitat catalana en las Tierras del Ebro, Xavier Pallarès, no descartó que una negligencia estuviera en el origen de la crisis sísmica. “El día 24 se registra el movimiento sísmico de 3,6 y este movimiento, según nos dice el Instituto Geológico de Cataluña, parece ser que se produce por inyección de gas. Son las primeras conclusiones a falta de contrastar aún”, dijo Pallarès. Tras la orden de detener la actividad, “entre los días 29 y 30 se producen terremotos por dilatación de rocas. Algo ha sucedido, puede ser por una grieta que se haya hecho más grande, por poros a través de los que se escapa el gas o porque la empresa del Castor no hizo caso a las órdenes del ministerio”, continuó. Pallarès pidió a la compañía promotora del almacén la “paralización de todos los trabajos” en el Castor y al Gobierno un estudio geológico.

    Este es, según la empresa, el primer proyecto de estas características que lleva a cabo. Escal UGS insistió ayer en que el 16 de septiembre finalizaron las inyecciones de gas colchón programadas hasta la fecha. “Sigue paralizada la inyección y extracción de gas en estricto cumplimiento de las órdenes del Ministerio de Industria”, aseguró Recaredo del Potro, presidente de la compañía. Desde entonces analizan los datos en colaboración con organismos europeos. “Tanto la planta marina como la planta de operaciones terrestre están en perfectas condiciones, todo el personal sigue en sus puestos de trabajo, garantizando la seguridad y la operabilidad de las mismas”, añadió una portavoz.

    “La gestión humana ha podido provocar un cambio en las propiedades elásticas de la zona. Antes el terreno podía soportarlo y ahora no, se rompe; esto podría ser el origen de la posible sismicidad inducida”, destacó Juan Rueda, jefe del Servicio de Detección Sísmica del Instituto Geográfico Nacional (IGN), aunque no puede predecir si los movimientos aumentarán. “Hay un enjambre de terremotos, no sabemos si serán de más magnitud. En esta zona no había ocurrido uno tan elevado”, dijo con cautela. La falla en cuestión no está cartografiada, pero la distribución de las réplicas es de unos 20 kilómetros, mientras que el hipocentro de los seísmos se encuentra a 3 kilómetros de profundidad, constató el IGN.
    "El peligro es que los sismos tengan un efecto dominó"

    mercè pérez pons

    Eulàlia Masana Closa, profesora titular de Geodinámica Interna de la Universitat de Barcelona

    Es imposible predecir si la crisis sísmica registrada en las inmediaciones del almacén Castor continuará escalando de intensidad o si por el contrario cesarán los terremotos, según explican los expertos. Pero como la mayoría de ellos, Eulàlia Masana, profesora de Geología en la Universidad de Barcelona y experta en paleosismología, también constata una estrecha relación entre la inyección de gas en el almacén Castor y los seísmos. “Inyectar fluido modifica el estado de esfuerzos en el terreno. Las fallas, que son las que generan los terremotos, se cargan de esfuerzos que descargan de forma más o menos cíclica cuando no pueden aguantar más la acumulación de energía. Los seísmos actuales coinciden en tiempo y espacio con las operaciones del almacén, es muy probable que hayan interferido en el proceso”, explica la profesora.

    Masana relata que en las inmediaciones de la zona donde se producen los terremotos se encuentra la falla de Amposta. “Creemos que esta podría generar grandes terremotos ya que es similar a la falla del Camp, una cercana, con evidencias claras de actividad sísmica catastrófica en tiempos pasados”, explica, a la vez que dibuja dos posibilidades: “Los pequeños terremotos podrían estar liberando poco a poco la energía acumulada en la falla retrasando el ciclo natural de producción de sismos de la falla”, lo que describiría los más de 350 microseísmos registrados sin daños. Estos podrían haberse desencadenado “artificialmente” tras las acciones del hombre. La segunda opción, por el contrario, es más alarmante: “El peligro real es que estos seísmos puedan crear un efecto dominó y puedan propiciar la rotura de la falla de Amposta”. La zona costera, ha podido certificar Masana, está repleta de fallas de orientación noreste-suroeste. “Esta zona no es sísmica históricamente, pero sabemos que una de las fallas provoca terremotos aproximadamente cada 30.000 años y el último tuvo lugar posiblemente hace 3.000; esto no significa que todas las fallas tengan que tener este nivel de peligro sísmico ni que los sismos deban producirse a corto plazo, porque esta familia de fallas son muy lentas, pero existe esta posibilidad”, avanza Masana.

    De producirse un terremoto mayor de magnitud 6 podría romperse la superficie del fondo marino y no se podría descartar un tsunami ni daños importantes en la zona emergida. Con todo, Masana llama a la calma. “Todo son hipótesis, si la situación se mantiene como hasta ahora no ocurrirá ningún problema, se trata hasta el momento de terremotos leves”, concluye.

    Las comparaciones con el fracking son inevitables, pero los expertos diferencian: “El fracking inyecta fluidos, el objetivo es producir la fracturación en el terreno porque así pueden vaciar con más facilidad el gas o petroleo, en cambio en el caso del almacén Castor los fluidos se están inyectando, lo que produce que se esté acercando más a la fracturación”, explicó Eulàlia Masana, profesora de Geología de la Universidad de Barcelona.

    Si estas roturas de la roca no están cerca de una falla, como mucho puede haber un hundimiento, pero si hay una zona de colisión de placas, “estas hacen de espejo, propagan la fractura y aparece el terremoto”, añadió Cámara. En este caso, al tratarse de una falla submarina, si la intensidad aumentara podría haber pequeños tsunamis. Una vez detenida la inyección de gas, lo normal es que el proceso sísmico dure “pocos días”, los que tarde el suelo en asentarse, afirmó Cámara.

    Pero eso no descarta que todavía haya nuevos sustos. Según Protección Civil, la actividad sísmica en esta zona se está produciendo en una falla en el interior del mar ante la costa de Castellón, hecho que evitaría un seísmo de gran magnitud, aunque la zona es de un peligro sísmico “no menospreciable”. Por ello no se puede descartar “una tendencia creciente en la magnitud de los seísmos”. Aun así, Protección Civil trasladó un mensaje “de tranquilidad y prudencia a la población”, y se recomendó a los vecinos estar atentos a la información de autoridades y Administraciones públicas.

    En la web del proyecto Castor se especifica que el depósito (una roca porosa que tuvo el yacimiento de petróleo Amposta) tiene capacidad para 1.300 millones de metros cúbicos de gas (tres meses el consumo de la Comunidad Valenciana), pero los problemas han comenzado muy pronto: en esta primera fase la empresa había inyectado 102 metros cúbicos de gas de los 124 programados. “El calendario está paralizado a la espera de las evoluciones del informe” encargado por el Gobierno sobre los terremotos, ha confirmado la portavoz de Escal UGS.

    La oleada de terremotos ha disparado el rechazo al almacén Castor, cuyas instalaciones en tierra se encuentran en Vinaròs. Más de 300 personas se concentraron el lunes por la noche frente al Ayuntamiento de esta población para mostrar su repulsa al proyecto. En la protesta participaron representantes de la Plataforma en Defensa de las Tierras del Sènia, quienes piden la paralización definitiva del almacén, y también miembros del Ayuntamiento de Alcanar. Este último consistorio siempre se ha mostrado beligerante con el proyecto Castor, argumentando que perjudica los dos motores económicos del municipio: el turismo y la pesca.

    El alcalde de Alcanar, Alfons Montserrat, denunció la falta de transparencia e información. “Los temblores ocurren cuando solo se ha inyectado una pequeña parte del gas colchón, ¿Qué pasará cuando se inyecten cantidades mayores?”, se preguntó Josep Manel Martí, responsable de Urbanismo del municipio. Vecinos y ediles recordaron que el Ministerio de Agricultura y Medio Ambiente no contempló los riesgos sísmicos en la evaluación medioambiental del proyecto, tal y como admitió el Gobierno el 26 de septiembre cuando el Ministerio de Industria ordenó el cese de las actividades.

    En la Comunidad Valenciana, la alarma es similar a la que inquieta a los alcaldes de Cataluña. El alcalde de Vinaròs (Castellón), Juan Bautista Juan (PP), exigió ayer información sobre los riesgos reales de los seísmos atribuidos a la actividad del almacén. “Hemos pasado de la mera anécdota a tener inquietud y temor”, indicó. Los primeros movimientos en la zona se registraron en paralelo a los trabajos de inyección de gas colchón en el almacén a principios de septiembre, pero se han intensificado con la paralización de los trabajos. El regidor avanzó que mantendrá hoy una reunión con representantes del Gobierno de la comunidad, con el presidente de la Diputación, Javier Moliner, y con los alcaldes de Benicarló y Peñíscola, también afectados por los seísmos.

    Bautista Juan exige que se comunique “el riesgo real” para la población y que tanto el Ministerio de Industria como la empresa Escal UGS, concesionaria del proyecto, den explicaciones de lo que ocurre. “Sobre todo, queremos que desaparezca esta inquietud”, dijo.

    El alcalde de Peñíscola, Andrés Martínez (PP), se manifestó en la misma línea y reclamó que “se restablezca la situación anterior”. “Antes no había seísmos y ahora tenemos uno cada pocos minutos”, apuntó. Martínez recordó que el Ayuntamiento ya se pronunció en contra de este proyecto ante la posibilidad de perjudicar el turismo que nutre la economía local.

    En España hay otros tres almacenes similares frente a Bermeo, en Jaca y en Brihuega

    Protección Civil de la Generalitat de Cataluña, a través del Centro de Coordinación Operativa de Cataluña (CECAT), está realizando un seguimiento de la evolución de los seísmos y se mantiene en coordinación permanente con los municipios afectados. Pese a que se constata un incremento de las magnitudes sísmicas registradas en las últimas horas, no han alcanzado valores que puedan provocar daños en edificios e infraestructuras, informó el organismo catalán.

    La preocupación por la sucesión de seísmos llegó al Congreso. El portavoz de ERC, Alfred Bosch, pidió la comparecencia del ministro de Industria, José Manuel Soria, para que dé explicaciones. “Hemos seguido muy de cerca este proyecto porque ofrece muchas dudas tanto por los aspectos económicos como por los aspectos ambientales y sociales, y los hechos, desgraciadamente, nos stán dando la razón”, sentenció.

    Ecologistas en Acción volvió a pedir la paralización del almacén Castor, como ya solicitaron en unas alegaciones presentadas en 2008. A la vez, el grupo ecologista volvió a denunciar “irregularidades” en la tramitación del proyecto. “Ponen en peligro la vida de las personas, destruyen la riqueza ambiental y paisajística de la zona afectada”, reiteró la agrupación.

    Anoche, en el Observatorio del Ebro, Estefanía Blanch, física y responsable de la unidad sísmica del organismo, continuaba recabando ayer sin parar nuevos temblores mientras respondía a las preguntas de este periódico. “Ahora me está llegando uno de 0,6, antes otro de 1,4. No se sabe cuándo va a parar, hace dos días pensábamos que la actividad había cesado, y no ha sido así”, detalló mientras seguía recibiendo datos. Durante todo el día se desencadenaron alrededor de 15 pequeños seísmos, según registró el Observatorio del Ebro.

    Mientras tanto, los vecinos de Alcanar continúan observando de reojo la plataforma Castor, que se alza en el horizonte y es visible desde cualquier parte de la costa de la zona. “Estaba durmiendo y me desperté con la sensación de que alguien me había movido la cama, tenemos una bomba de relojería frente a la costa”, denunció Pietat Subirats, una bibliotecaria de 47 años residente en esta población. Los temblores preocupan a los vecinos, y se han convertido en el tema estrella de las tertulias a pie de calle. “Fui a las manifestaciones en contra hace años, no sirvieron para nada, deberían pedir responsabilidades a quien autorizó esto”, agregó Joan Fibla, otro vecino de Alcanar.

    ¿Qué es el proyecto Castor?

    El Proyecto Castor aprovecha un antiguo yacimiento petrolífero situado a unos 21 kilómetros de la costa, frente a Vinaròs (Castellón), y a 1.700 metros de profundidad. Se trata de un depósito estratégico, pensado para almacenar una cantidad de gas natural equivalente a un tercio de lo que consume toda España en 50 días. La obra aprovecha la estructura geológica del antiguo yacimiento petrolífero de Amposta (Montsià), y ha sido posible gracias a una inversión de 1.300 millones de euros, aportados por un consorcio de 19 bancos internacionales, cinco de los cuales son españoles. Según Escal UGS, se trata de un emplazamiento estratégico para España, muy necesario para sortear los periodos de escasez en el suministro de gas natural

    https://ccaa.elpais.com/ccaa/2013/10/0….html#sumario_3

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    Eulàlia Masana Closa, profesora titular de Geodinámica Interna de la Universitat de Barcelona

    Es imposible predecir si la crisis sísmica registrada en las inmediaciones del almacén Castor continuará escalando de intensidad o si por el contrario cesarán los terremotos, según explican los expertos. Pero como la mayoría de ellos, Eulàlia Masana, profesora de Geología en la Universidad de Barcelona y experta en paleosismología, también constata una estrecha relación entre la inyección de gas en el almacén Castor y los seísmos. “Inyectar fluido modifica el estado de esfuerzos en el terreno. Las fallas, que son las que generan los terremotos, se cargan de esfuerzos que descargan de forma más o menos cíclica cuando no pueden aguantar más la acumulación de energía. Los seísmos actuales coinciden en tiempo y espacio con las operaciones del almacén, es muy probable que hayan interferido en el proceso”, explica la profesora.

    Masana relata que en las inmediaciones de la zona donde se producen los terremotos se encuentra la falla de Amposta. “Creemos que esta podría generar grandes terremotos ya que es similar a la falla del Camp, una cercana, con evidencias claras de actividad sísmica catastrófica en tiempos pasados”, explica, a la vez que dibuja dos posibilidades: “Los pequeños terremotos podrían estar liberando poco a poco la energía acumulada en la falla retrasando el ciclo natural de producción de sismos de la falla”, lo que describiría los más de 350 microseísmos registrados sin daños. Estos podrían haberse desencadenado “artificialmente” tras las acciones del hombre. La segunda opción, por el contrario, es más alarmante: “El peligro real es que estos seísmos puedan crear un efecto dominó y puedan propiciar la rotura de la falla de Amposta”. La zona costera, ha podido certificar Masana, está repleta de fallas de orientación noreste-suroeste. “Esta zona no es sísmica históricamente, pero sabemos que una de las fallas provoca terremotos aproximadamente cada 30.000 años y el último tuvo lugar posiblemente hace 3.000; esto no significa que todas las fallas tengan que tener este nivel de peligro sísmico ni que los sismos deban producirse a corto plazo, porque esta familia de fallas son muy lentas, pero existe esta posibilidad”, avanza Masana.

    De producirse un terremoto mayor de magnitud 6 podría romperse la superficie del fondo marino y no se podría descartar un tsunami ni daños importantes en la zona emergida. Con todo, Masana llama a la calma. “Todo son hipótesis, si la situación se mantiene como hasta ahora no ocurrirá ningún problema, se trata hasta el momento de terremotos leves”, concluye.


    Bon dia noi. Solament dir-te que si vas seguint l'evolucio de la crisis sismica de El Hierro, et donaras conta de que no et pots enrefiar de l'IGN gens ni mica. Solament espero que lo de Castor no vagi a mes. Saluts!

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    En el tema del Hierro, van dir moltes barbaritats, i jo pensaba que era una qüestió de falta de recursos....ara com ara, tot i que tin coneguts que treballen per el CSIC, i no tinc cap dubte de la seva professionalitat, en el cas de l'IGN, veig molta cultura de funcionari... ment tancada, poca flexibilitat, i solucions-respostes rápides sense invistigació.
    Respecte al IGC tinc excompanys d'universiat que hi treballen, tot i que no en l'àmbit de la geodinàmica. No em parlen malament, sobretot desde que s'han especialitat sortint del Institut cartogràfic, però be....tots voldríen marxar del país....
    Jo ho tenía molt clar, volia especialitzar-me en Vulcanología a Italia i en sismología als EUA....o a Xile. La reallitat ha sigut bastant diferent, però si tenia clar que l'estat español, no era una opció...
    Us heu fixat que hi ha un patró en els sismes més potents....son entre les 02 i les 05 de la matinada... Jo començaria a buscar per aquí...
    Salutacions....i gràcies pel tema de les gràfiques....hauría de veure per què no m'obren...

    Perdoneu l'offtópic, però sento la necesitat de fer públic el que crec que es callen....a més fa molta calor per dormir....

    Be, ja hauria d'estar dormint, però el tema em té capficat. He trobat el máxim que s'ha arribat amb aquesta técnica del Fracking i derivats, que és el que Castor està fent. Un escenari com el que es va donar a Oklahoma l'any 2011, seria un sisme perceptible a Barcelona i potencialment perillòs per les localitats més properes... No m'agrada gens!! :(
    El que queda clar es que les autoritats ens prenen el pel, no m'extranya, però sento certa decepció amb IGN i IGC, que per molt que siguin institucions públiques, els científics conèixen aquest perill i per ética i moral, els han d'advertir... fins ara només hi ha hagut explicacions molt ambigües per la seva part, quant les proves son contundents!

    Sismo en Oklahoma causado por extracción de gas

    El terremoto de magnitud 5,6 que sacudió Oklahoma en 2011 fue causado por procedimiento conocido como fracturación hidráulica, según científicos en Estados Unidos.

    El sismo, de magnitud 5,6 en la escala de Richter, fue el principal registrado en la historia del estado y sería mayor vinculado hasta ahora a la polémica tecnología de extracción de gas.

    En un estudio publicado en la revista Geology, científicos de la Universidad de Oklahoma, el Servicio Geológico de Estados Unidos y la Universidad de Columbia advierten sobre los potenciales de miles de sitios de fracturación hidráulica en el país, y llaman a un mayor monitoreo por parte de las autoridades. Sin embargo, el servicio geológico del estado sostiene que el sismo se debió a causas naturale.

    El terremoto del 6 de noviembre de 2011 dejó dos heridos y detruyó 14 hogares.

    La fracturación hidráulica, denominada en inglés hydraulic fracturing o, es un técnica para extraer gas y crudo del subsuelo. Consiste en inyectar a alta presión principalemente eagua, arena y productos químicos para ampliar las fracturas en el sustrato rocoso que encierra el gas y permitir su salida.

    https://www.bbc.co.uk/mundo/ultimas_…lahoma_am.shtml

    El que està fent la empresa Castor, és exàctament al revés, amb la mateixa técnica, estan injectant gas aprofitant les fractures (falles) del subsol...
    Bona nit!

    Be, ja hauria d'estar dormint, però el tema em té capficat. He trobat el máxim que s'ha arribat amb aquesta técnica del Fracking i derivats, que és el que Castor està fent. Un escenari com el que es va donar a Oklahoma l'any 2011, seria un sisme perceptible a Barcelona i potencialment perillòs per les localitats més properes... No m'agrada gens!! :(
    El que queda clar es que les autoritats ens prenen el pel, no m'extranya, però sento certa decepció amb IGN i IGC, que per molt que siguin institucions públiques, els científics conèixen aquest perill i per ética i moral, els han d'advertir... fins ara només hi ha hagut explicacions molt ambigües de la seva part, quant les proves son contundents!

    Sismo en Oklahoma causado por extracción de gas

    El terremoto de magnitud 5,6 que sacudió Oklahoma en 2011 fue causado por procedimiento conocido como fracturación hidráulica, según científicos en Estados Unidos.

    El sismo, de magnitud 5,6 en la escala de Richter, fue el principal registrado en la historia del estado y sería mayor vinculado hasta ahora a la polémica tecnología de extracción de gas.

    En un estudio publicado en la revista Geology, científicos de la Universidad de Oklahoma, el Servicio Geológico de Estados Unidos y la Universidad de Columbia advierten sobre los potenciales de miles de sitios de fracturación hidráulica en el país, y llaman a un mayor monitoreo por parte de las autoridades. Sin embargo, el servicio geológico del estado sostiene que el sismo se debió a causas naturale.

    El terremoto del 6 de noviembre de 2011 dejó dos heridos y detruyó 14 hogares.

    La fracturación hidráulica, denominada en inglés hydraulic fracturing o, es un técnica para extraer gas y crudo del subsuelo. Consiste en inyectar a alta presión principalemente eagua, arena y productos químicos para ampliar las fracturas en el sustrato rocoso que encierra el gas y permitir su salida.

    https://www.bbc.co.uk/mundo/ultimas_…lahoma_am.shtml

    Doncs be, sobre si poden ser més fort els sismes, al principi t'hauría dit que no pasarien de 3.0 Mblg i ja estem en 4,2....atenció, 4,5 seria un sisme que sentiria tothom a la zona....y si ens acosem a 5... veient l'exemple de Lorca.... :sick: Per mi el preocupant es que penso que fins i tot la empresa Castor està preocupada, no tenen la més mínima idea del que passa. Lamento no tenir gaire temps aquest dies de investigar una miqueta en profunditat, si alguna vegada en algún lloc del mon, ha passat alguna cosa semblant. La situació recorda molt a una erupció volcànica, i una tesi casolana de les meves....ejem.... sería que el gas i el petroli que s'ha injectat al magatzem, està presionant la falla que han aprofitat per fer aquest magatzem, de la mateixa manera que el magma pressiona quan vol sortir. L'unica manera d'evitar-ho seria alleugerir la pressió, és a dir, treure el gas... Tampoc han explicat qué han estat fent desde que han deixat d'injectar el gas...
    Tant debò haguem vist el pic màxim d'aquesta crisi, perquè si no és així... :sick:
    Em fa gràcia el ministre Soria parlant de microsismes, treient importancia a la situació, quan ja fa temps que han passat de 2,5º.... és patètic el de aquesta gent!!!

    Avuí fa tres setmanes, que Enric t ens va parlar per primera vegada de la crisi sísmica de Castelló, Tarragona. Quan vam descobrir les causes, ens queixaven que els mitjans de comunicació no es feien ressò d'un tema tan greu. Doncs be, avui es primera notícia, després del sisme de 4,2 d'aquesta nit. Es molt greu. Castor, reconeix estar preocupada, i no saber que passa... Però qué ha fet aquesta gent???


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    Avuí fa tres setmanes, que Enric t ens va parlar per primera vegada de la crisi sísmica de Castelló, Tarragona. Quan vam descobrir les causes, ens queixaven que els mitjans de comunicació no es feien ressò d'un tema tan greu. Doncs be, avui es primera notícia, després del sisme de 4,2 d'aquesta nit. Es molt greu. Castor, reconeix estar preocupada, i no saber que passa... Però qué ha fet aquesta gent???


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    Sobre el tema de Castelló, 3,9 és clarament perceptible per la població...i evidentment la cosa ha passat de la ratla i ara es noticia als principals mitjans de comunicació.... Per el que diuen, les injeccions de gas, no es fan desde el 12 de Setembre, però evidentment el mal ja está fet, i m'agradaria que es fes ( a càrrec de la empresa evidentment) les actuacions necessàries per resoldre immediatament aquesta situació.
    No es farà. És el que s'hauria de fer... S'ha de llegislar prohibir el Fracking i totes les activitats basades en el mateix principi. Fa un temps no ho tenía gens clar, però a base de sismes ara tinc una opinió ben formada....llàstima que sigui una opinió absolutament prescindible....

    "La verdad absoluta..." Y lo dice alguien que no para de contaminar el foro de seguimiento con noticias climáticas...

    ¿Sospechoso de qué? ¿Yo te he pedido que me digas tu nick de otros foros?

    Cuánta razón tiene Darth...

    PD: esto parece el sálvame pico :unsure:

    Efectivamente la cosa evidentemente no va bien....

    Quiero dejar claro que aunque no comparta lo que se escribe o lo que se postea, yo valoro muchisimo las aportaciones constructivas de todos, y me da igual que sea en el post de seguimiento o en el de Miscelania... e insisto que la cosa no va bien, a mi modo de ver, comenzando por mí, que llevo mucho tiempo repitiendome en lo que digo...
    En fin, ya os digo que no lo dejo del todo, si veo algo interesante que aportar, lo haré.
    Saludos!

    Yo ya he dicho que esto estaba tomando cariz de yo te digo esto y tú más... creo que en un foro, que o no nos conocemos o nos conocemos muy poco, malo es si nos tomamos las cosas a lo personal. Este es un debate en el que nadie va a convencer a nadie. Nunca fue mi intención por otro lado: Todos tenemos nuestras ideas muy claras. Yo el otro día dije que me bajaba en esta estación si todo continuaba igual, y al final lo ha hecho Glaciación, que no sé si lo que espraba que todos le dieramos la razón, es el que se baja. A mi modo de ver el debate no va por el buen camino. Creo que es bueno que entre más gente al debate como Meteocoll....y ya sé que Galicia y yo seguiremos siendo los únicos que vamos por el lado del calentamiento, pero bueno. JoanPiera, desde luego solo no te quedas.
    Por favor, no sigamos entrando en lo personal...
    Como creo que me estoy haciendo muy pesado, y me estoy repitiendo mucho, por ahora voy a participar menos en este post. Cuando tenga algo útil que aportar lo haré, al estilo de lo que estoy intentando hacer en el post de geología, que sin duda domino mucho más...(casi...)
    Un saludo y os sigo leyendo...


    Yo no me considero ningun experto, pero despues de una mas de las previsiones catastrofistas, esta vez fue hace 6 años la BBC que preveia que este verano de 2013 el ártico quedaria libre de hielo, creo que será ya mucho mas improbable que se quede sin hielo para 2016/2022, porque podriamos estar ya inmersos en una debilidad de la actividar solar mucho mas debil que en la actualidad porque evidentemente ademas de estar mas proximos al minimo del proximo ciclo solar 25, estariamos entrando probablemente en un Minimo solar profundo a mayor escala y el posible enfriamiento de temperaturas globales podria ser ya mas evidente y no tendremos dudas de si se ha desacelerado o estancado el calentamiento global.La duda es saber primero si efectivamente tendremos un proximo ciclo solar 25 muchisimo mas debil que el actual y si será uno tipo Minimo de Maunder con una duracion de varias decadas o tipo Dalton de una duracion de 2 ciclos con un total de 20/25 años.Pero si de algo estoy convencido, es que para los amantes de la meteorologia/climatologia, nos esperan años/decadas de disfrute y año a año lo podremos ir comprobando.Si no se supiera que el sol tiene ciclos de 200 años aproximadamente,mas largos de los clasicos de 11 años a los que les damos una numeracion, no estaria tan convencido de decir estas palabras, quizas los medios de comunicación poco a poco nos iran familiarizando en las noticias con los conceptos Minimos de Dalton, Maunder, Eddy, Sporer...


    O no, o seguiremos calentandonos.... de eso debatimos no? ya veremos que pasa, pero insisto que las previsiones más realistas hablaban que en la próxima década se abriera la ruta del norte a través del ártico....y eso sucedió el año pasado...

    Vamos a ver compañero si hay calentamiento como deberían ser llos inviernos más fríos o más suaves o da igual aquí no hay lógica y aunque estemos con calentamiento y los inviernos es normal que se produzcan récords de frio y entonces porque retroceden los glaciares porque es normal que haga frío en invierno o porque la temperatura ha aumentado. Pues si es normal que con calentamiento haya inviernos con récords de frío bendito calentamiento para los amantes del frio que tenemos garantizada la nieve. Ahora te doy la razón con calentamiento es normal que haga frío y no desaparezcan los inviernos


    Lo que es normal, es que en invierno, a 2000m, si precipita, nieve... Y eso no quiere decir que se trate de un récord de frío...